Palazzo Filippeschi-Simoncelli

Restauro, riqualificazione e riconsolidamento;
Tipologia di lavoro: 
Pubblico
UmbriaTerniOrvieto

Da Piazza della Repubblica scendendo per Via Filippeschi si giunge ad un caratteristico incrocio a cinque vie con la pittoresca Via della Cava e, a destra in posizione sopraelevata, Via Malabranca. 
È qui che si erge uno dei più bei palazzi dell’Orvieto rinascimentale,Palazzo Filippeschi Simoncelli realizzato su un’antica dimora dei ghibellini Filippeschi, esiliati da Orvieto nel 1313 e poi appartenuto alle famiglie Simoncelli e Petrangeli.

L’edificio, ristrutturato tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo forse da Bernardo Rossellino, si presenta con un bel portale e una facciata realizzata successivamente in stile tardo-cinquecentesco e al suo interno racchiude un elegante porticato in basalto sovrastato da un loggiato con caratteristiche finestre ad arco ribassato e una bifora. 
Le sale interne sono decorate da interessanti cicli d’affreschi realizzati tra il Settecento e l’Ottocento, mentre l’androne era un tempo abbellito da una splendida Annunciazione datata tra il 1450 e il 1516 e attribuita ad Antonio del Massaro detto Pastura. L’affresco, che versava in pessime condizioni, è stato asportato dalla parete per favorirne la conservazione.
Tra gli ospiti di Palazzo Filippeschi Simoncelli va senz’altro ricordata una giovane Caterina de Medici che vi soggiornò nel 1532. Caterina de Medici nota alle istituzioni orvietane per essere l’occhio del Pontefice, il prozio Papa Clemente VII, sarebbe poi divenuta Regina di Francia